Cose da sapere se vuoi produrre un gin personalizzato conto terzi

cosa bisogna sapere per produrre un gin conto terzi personalizzato

Stai pensando produrre un gin conto terzi per avviare una nuova attività imprenditoriale oppure vuoi servire un gin unico nel tuo locale?

Se non sai da dove cominciare leggi questa articolo: ci sono tante cose da valutare e questa guida può aiutarti a fare un po’ di chiarezza, partire preparato e risparmiare un sacco di tempo. Ti parlerò di aspetti molto concreti, legati alla produzione.

Se stai cercando di capire se oggi ha senso produrre un gin conto terzi ti consiglio di leggere l’articolo scritto su Cocktail Engineering da Pierpaolo Maggio, marketing manager di Vargros.

Indice degli argomenti

  1. La ricetta del tuo gin personalizzato
  2. Scegliere la tecnica di produzione per il tuo gin conto terzi
  3. La scelta dell’alcol e dei botanicals
  4. Scelta della bottiglia, del tappo e della capsula
  5. Etichetta: tipologie e applicazione
  6. Le difficoltà della produzione conto terzi
  7. Quanto costa produrre un gin conto terzi?

La ricetta del tuo gin personalizzato

Sicuramente se vuoi produrre un gin personalizzato avrai già in testa quali botanicals utilizzare oppure lo stile di gin che vorresti avere (classico, agrumato, speziato, mediterraneo ecc). Bene, questo è già ottimo punto di partenza.

Avere le idee chiare è già metà dell’opera nello sviluppo ricetta perché permette al master distiller di capire quali altri botanicals utilizzare e la giusta tecnica di produzione da scegliere per completare l’opera.

Un’altra cosa che per noi è fondamentale, è sapere per quale cocktail vorrai utilizzare principalmente il tuo gin, in particolare se vuoi un gin da Gin Tonic o un gin da Dry Martini. La scelta delle botaniche da utilizzare dipende anche da questo.

Quindi, se vorrai produrre il tuo gin personalizzato in conto terzi affidandoti a noi, ti chiederemo quale stile di gin ti piacerebbe produrre, quali botanicals vorresti assolutamente utilizzare e in quale cocktail vuoi che ‘funzioni’ meglio.

Scegliere la tecnica di produzione per il tuo gin conto terzi

Scegliere la tecnica di produzione dipende da alcuni fattori che vanno discussi attentamente insieme al master distiller perché non riguardano solo aspetti gustativi, ma anche economici e di posizionamento del prodotto.

Esistono infatti diversi modi per fare il gin e non per forza bisogna distillare. So che può sembrare strano ma si possono ottenere gin dal buon sapore e di qualità anche in questo modo: tutto sta nell’etica del mastro distillatore. Consiglio quindi di non avere un approccio dogmatico.

La tecnica di produzione è molto legata alla percezione che molti amatori potrebbero avere del liquido contenuto all’interno della bottiglia. Sicuramente il fatto che un Gin sia un London gin (o London dry gin) è sinonimo di alta qualità ma non è detto che questa tecnica di produzione sia sempre la migliore a livello gustativo (ed è sicuramente la più costosa).

Se vuoi approfondire gli aspetti tecnici sulla distillazione del gin ho scritto una guida approfondita, che puoi leggere cliccando qui.

Riassumendo, la scelta della tecnica dipende dalle materie prime utilizzate, dal gusto che si vuole ottenere, dalla percezione di qualità che si vuole dare e dal costo di produzione.

La scelta dell’alcol e dei botanicals per un gin di qualità

Per produrre Gin si deve partire da alcol di origine agricola. In Distillering utilizziamo alcol che soddisfa i parametri di qualità più alti, ovvero quelli definiti dall’articolo 5 del regolamento (UE) 2019/787.

I botanicals, da molti chiamate botaniche, sono quelle erbe e spezie, tra cui il ginepro, che si utilizzano per produrre il gin. Nel caso di un London Dry Gin devono essere tutte nella loro forma originale, fresche o essiccate, mentre per fare i Distilled o semplicemente i Gin possono essere utilizzate anche sotto forma di estratti, olii essenziali o aromi.

Di qualunque natura siano i botanicals utilizzati, è importante che siano di alta qualità e che abbiamo tutte le certificazioni necessarie (uso alimentare, assenza di residui di pesticidi ecc).

Se sei un produttore di erbe, olii essenziali oppure vuoi utilizzare erbe raccolte spontaneamente nella tua zona si può fare, tuttavia è importante che queste erbe o olii siano accompagnati da tutte le certificazioni e schede di sicurezza.

Bottiglia, tappo e capsula

Ad un certo punto dovrai scegliere la bottiglia, il tappo e la capsula. Esistono tantissime bottiglie, tipi di tappi, chiusure e non è per niente facile scegliere quando si hanno tantissime opzioni disponibili.

Bottiglia e tappo comunque sono fondamentali perché sono la prima cosa che un potenziale cliente vede. Una bella bottiglia, con una bella etichetta è il miglior punto di partenza per vendere il tuo gin.

Tuttavia con le bottiglie ci sono due problemi: i minimi d’ordine e le scatole per il trasporto. Se si vuole una bottiglia particolare, che per esempio non teniamo in magazzino, bisogna ordinarne un intero pallet e questo può voler dire anche 1000 bottiglie!

Al fine di essere correttamente trasportate, una volta pronte per essere vendute, le bottiglie devono essere inscatolate. Queste scatole, per poter essere messe una sopra l’altra e sopportare il loro peso, devono essere fatte a misura di bottiglia (il peso viene scaricato sulle bottiglie sotto, non sul cartone). Il numero minimo di scatole ordinabile è di 1000 pezzi.

Sui tappi c’è l’imbarazzo della scelta. Ci sono quelli fatti solo in silicone, quelli misti silicone-legno, quelli con versatore. Inoltre possono essere colorati e personalizzati.

Anche la capsula può dare qualche problema. Alcuni colli di bottiglia hanno forme particolari quindi bisogna fare alcune prove per trovare quella giusta.

Etichetta: tipologie e applicazione

L’altro aspetto da progettare è l’etichetta. Oggi è possibile stampare etichette con scritte e texture in rilievo così che una bottiglia non è solo bella da vedere ma anche da toccare.

Oltre dover essere bella esteticamente questa deve riportare alcuni dati obbligatori come tenore alcolico, capienza della bottiglia, lotto di produzione, azienda produttrice ed eventuali allergeni.

Se il numero di bottiglie da etichettare è alto l’etichetta e contro-etichetta vengono stampate su una bobina, così da poter utilizzare una etichettatrice automatica o semi-automatica. Se il numero di bottiglie invece è basso l’etichetta va applicata a mano. Questo è uno dei motivi per cui produrre in numeri più grandi abbassa i costi di produzione.

Le difficoltà della produzione conto terzi e la nostra soluzione

Leggendo questo articolo ti sarai reso conto che per produrre un gin conto terzi ci sono tanti aspetti da valutare. Non è un processo difficile se ci si affida alla giusta distilleria, tuttavia dovrai prendere tante decisioni che potrebbero richiedere parecchio tempo.

Il problema più grosso che noi stessi di Distillering riscontriamo quando ci relazioniamo con i nostri vari fornitori sono i minimi d’ordine. Se devi fare le scatole personalizzate ne devi fare almeno mille e queste scatole, anche se smontate, occupano un sacco di spazio. Se devi comprare delle bottiglie l’ordine minimo è un pallet, e questo potrebbe voler dire dalle 800 alle 1200 bottiglie.

Tutto questo si traduce in minimi d’ordine elevati anche per i clienti che vogliono prodursi il loro spirito personalizzato. Due-trecento bottiglie per una distilleria sono un piccolo numero, mentre per alcuni clienti che vogliono iniziare un nuovo percorso imprenditoriale possono essere un numero veramente importante.

Per questo motivo in Distillering abbiamo ingegnerizzato un procedimento snello e veloce per chi vuole iniziare senza perdere troppo tempo e investire troppi soldi.

Ovviamente questo processo ha delle limitazioni, ovvero bottiglia, tappo e scatola non possono essere modificate, tuttavia è possibile produrre anche solo 42 litri di prodotto, ovvero 60 bottiglie. Le uniche cosa che potrai personalizzare sono, ovviamente, il liquido (la ricetta sarà sempre tua) e l’etichetta.

Quanto costa produrre un gin conto terzi?

Arrivato a questo punto vorrai sapere quanto costa produrre un gin conto terzi. La risposta deve tenere conto di diversi fattore che poi sono quelli che ho elencato in questo articolo.

Ho provato a dare risposta a questa domanda in un altro articolo che ho scritto e che si intitola ‘Quanto costa produrre un gin conto terzi?‘. La risposta veloce è che si parte dai 10€ +iva a bottiglia, ma se sei veramente interessato a produrre ti consiglio di andartelo a leggere.

Buona distillazione,
Giovanni

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