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cocktail ready to drink

Cocktail ready to drink

I cocktail pronti da bere sono tornati di moda, per fortuna! Dico per fortuna perché, se preparati con prodotti e tecniche di qualità, sono prodotti veramente eccezionali, talvolta gustativamente migliori di quelli preparati espressi.

Sono tornati di moda perché non sono un’invenzione recente, sono vecchi quasi quanto la miscelazione stessa. Ok, forse abbiamo esagerato, ma neanche di tanto. Già i grandi bartender della prima e seconda era Tiki imbottigliavano i loro cocktail o premix per permettere di creare i cocktail a casa o sulle navi da crociera. Lo stesso Mai Tai, cocktail di cui avrai sentito sicuramente parlare è diventato famoso proprio grazie a questa modalità di servizio.

Senza nulla togliere alla ritualità e stile dei barman, molto spesso i cocktail RTD sono più bilanciati. Questa è una cosa di cui si sono accorti anche molti bartender che tendono sempre di più a fare i cocktail pre-batch, ovvero pre-miscelarli qualche giorno prima del servizio. Pre-miscelare non serve solo a velocizzare il servizio, ma anche a servire dei drink più equilibrati.

I cocktail RTD hanno anche un altro vantaggio: possono essere venduti dal cocktail bar come prodotti da asporto o da bere a casa. Potresti far felice un tuo cliente super affezionato che vuole bere il suo drink preferito a casa, magari come aperitivo durante il cenone di Natale, per sopportare meglio i parenti invadenti. E ovviamente guadagnare qualcosa in più.

In questa guida ti spiegheremo come fare i cocktail ready to drink home-made e di come servirli in bottiglia o lattina. Se poi vorrai produrne in quantità, ricordati che come distilleria abbiamo tutti i permessi per poter produrre i tuoi cocktail conto terzi

Che cosa sono i cocktail pronti da bere

Che cosa siano i cocktail pronti da bere (ready to drink o RTD) lo dice il nome stesso. Sono cocktail pre-miscelati e imbottigliati in bottiglie o lattine. Le bottiglie possono essere monodose oppure anche da 500 – 700 ml o da litro.

Il vantaggio di questi cocktail è che sono veramente ready-to-drink: basta versarli su ghiaccio, aspettare che si raffreddino e diluiscano e sono pronti da degustare. Non bisogna essere barman professionisti per poter gustare, a casa, un ottimo cocktail.

Sono una scelta molto intelligente anche per tutti questi ristoranti o attività di somministrazione che, per motivi di spazio o di budget, non possono avere a disposizione un barman e una postazione bar attrezzata. Perché non servire uno Spritz, un Americano o un signature cocktail in una piadineria o in un bistrot?

Come si producono cocktail pronti da bere

I cocktail pronti da bere si producono in maniera molto simile a come si produce un liquore, ovvero si vanno a miscelare i vari ingredienti e poi si imbottiglia. Ciò che richiede più tempo è però la parte di ricerca e sviluppo perché bisogna capire come il sapore di un determinato cocktail si modifica nel tempo. Alcuni cocktail migliorano, altri peggiorano.

Il Gin Tonic, per esempio, se viene preparato miscelando il gin e la tonica, dopo un po’ che è imbottigliato tende a perdere aroma, mentre un Negroni diventa molto più equilibrato. Questo è dovuto al fatto che le componenti aromatiche del gin si diluiscono all’interno di una miscela con un tenore alcolico diverso e molte di queste se ne vanno.

Quando prepari un cocktail RTD fai prima un campione e lascialo stabilizzare qualche settimana prima di assaggiarlo. Al momento dell’assaggio paragonalo allo stesso cocktail fatto al momento. Così potrai avere un’idea di come quel prodotto evolve nel tempo e capire come modificare la ricetta.

Presta inoltre attenzione a tutti quegli ingredienti più deperibili come i succhi di frutta freschi, questi sono veramente problematici. Molti produttori di cocktail pronti da bere sostituiscono i succhi di agrumi con delle miscele di acidi, come il citrico e il malico. Noi ricorriamo a questa soluzione solo se non troviamo strade alternative.

L’imbottigliamento, nel caso di un cocktail non gassato, è molto semplice. Puoi andare a imbottigliare con le attrezzature da imbottigliamento liquori o anche a mano con un imbuto. Se il cocktail è invece gassato, per non perdere effervescenza, devi imbottigliare in contropressione.

Personalizza il tuo cocktail RTD: sapori e abbinamenti

I cocktail RTD sono cocktail a tutti gli effetti, quindi puoi imbottigliare anche i tuoi signature cocktail. Non devi per forza imbottigliare dei cocktail classici. Oltre al Negroni, allo Spritz e al Gin Tonic, puoi imbottigliare anche dei sour, dei fizz o il cocktail di punta del tuo locale.

È difficile dire quali sapori e abbinamenti suggerire in un cocktail, perché la mixology ha fatto passi da gigante nell’ultimo decennio e ormai è possibile trasferire quasi qualunque sapore all’interno di un drink.

In questo periodo storico sicuramente il Gin Tonic, il Paloma e il Fusettone sono drink molto richiesti, potresti partire personalizzando uno di questi tre. Non servono per forza dei grandi stravolgimenti o ingredienti raccolti sulla luna per stupire i tuoi clienti o fare qualcosa di innovativo.

Un abbinamento che funziona è già innovativo di per se, anche se fatto con degli ingredienti comuni. Potresti aggiungere una nota speziata al Paloma, magari aggiungendo una piccola quantità di paprika, che ben si sposa con questo celebre drink messicano, oppure potresti aggiungere una nota fresca al Fusettone, magari di menta o lemongrass.

Analizza il sapore del cocktail e aggiungi un elemento di contrasto per renderlo meno piatto oppure aggiungi un elemento di sapore in accordo per renderlo più complesso.

Come si conservano e si servono i cocktail ready to drink

I cocktail ready to drink si conservano come qualunque altro prodotto alcolico. Se il tenore alcolico è sufficientemente alto puoi evitare di scrivere la data di scadenza in etichetta, altrimenti devi fare una valutazione di shelf-life in base ai parametri e agli ingredienti del drink.

Cocktail con frutta fresca sono sicuramente più deperibili a livello di sapore, così come lo sono i long drink nei quali il distillato, amaro o liquore viene diluito da una parte analcolica. Per questi, più che lavorare sulla conservazione, è bene studiare la ricetta di modo che rimanga stabile nel tempo.

Per servire questi drink non devi fare altro che aprire la bottiglia e versarli su ghiaccio. Una miscelata per raffreddare e diluire e il drink è pronto. Se nel drink hai usato degli schiumogeni, per fare la schiuma devi shakerare o passare il drink al mixer.

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Commercializzare i cocktail pronti da bere

Se hai un ristorante, un bistrot o qualunque altra attività di somministrazione come una piadineria o una paninoteca, puoi produrre e vendere direttamente i tuoi cocktail RTD. Assicurati tuttavia di avere i permessi necessari per fare questo tipo di attività.

Se vuoi commercializzare i tuoi RTD, come prima cosa devi produrli in quantità e, per fare questo, la cosa migliore è appoggiarti ad una distilleria autorizzata, come la nostra. Ci possiamo occupare della produzione del liquido, della selezione delle bottiglie/lattine, dell’imbottigliamento e dell’etichettatura.

Una volta che avrai le tue bottiglie/lattine dovrai iniziare a promuovere i tuoi drink e costruirci sopra una campagna di marketing. Potresti partecipare a delle fiere, mandare della campionature nei locali che ti interessano o proporli a dei distributori/grossisti. Anche gli hotel potrebbero essere interessati ai tuoi cocktail perché potrebbero essere inseriti nei minibar.

Non sottovalutare la presenza online. Apri un sito web, usa i social del momento e valuta di farlo recensire da qualche influencer del settore mixology.

Packaging, etichetta e bottiglia/lattina

I cocktail ready to drink, a differenza di liquori e distillati, possono essere anche imbottigliati in delle lattine monouso. Le lattine sono adatte sia per drink lisci sia per drink gassati. A noi le lattine piacciono molto, soprattutto se impreziosite da una bella e moderna etichetta. Il difetto delle lattine è la capienza: mentre sulle bottigliette c’è l’imbarazzo della scelta, sulla lattine c’è meno disponibilità di formati.

Lo stesso discorso vale per le bottiglie di cocktail: cura la scelta della bottiglia e l’etichetta in base al contesto in cui vuoi posizionare i tuoi RTD. Una bottiglietta in vetro è probabilmente più adatta ad un contesto formale/luxury. Ricorda sempre che un packaging curato è fondamentale per far percepire la vera qualità del tuo prodotto e per posizionarlo correttamente sul mercato.

Se hai un locale e ti interessa produrre cocktail ready to drink conto terzi oppure vuoi diventare un imprenditore nel settore degli spirits contattaci per una consulenza gratuita di 30 minuti. Il nostro starter pack, che comprende lo sviluppo del prodotto e i primi 42 litri di drink costa solo 3000€ + iva.

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