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bottiglie di gin

Il tuo gin fatto in casa

Se sei un appassionato di gin e vuoi creare il tuo gin fatto in casa per stupire i tuoi amici con un Gin Tonic eccezionale, oppure stai pensando di introdurre sul mercato il gin che manca, ma hai bisogno di un aiuto per sviluppare la tua ricetta, sei nel posto giusto.

In questo guida ti spiegheremo che cos’è il gin, le varie tipologie e come puoi produrlo, in piccole quantità, in casa.

Personalizza il tuo gin seguendo la nostra guida, ma ricorda che l’alcol è monopolio di stato: se vuoi produrre il tuo gin per metterlo in commercio bisogna mettersi in regola con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

In alternativa puoi produrre il tuo gin conto terzi presso la nostra distilleria.

Che cos’è il gin, tipologie e caratteristiche

Su che cosa sia il gin sul web c’è molta confusione. Per curiosità abbiamo letto le spiegazioni date da alcuni siti web e nessuna di queste era veramente chiara e precisa. Per questo abbiamo deciso di iniziare questa guida spiegando che cos’è il gin e le varie tipologie.

Su questa prima parte della guida ho anche fatto un video che trovi qua sotto. Se preferisci leggere, scorri leggermente.

Per capire che cosa sia veramente in gin e quali sono le varie tipologie di gin bisogna leggere cosa dicono le normative europee. È la legge infatti che stabilisce che cosa sia un gin e, di conseguenza, se su una bottiglia si possa scrivere la parola gin.

La legge europea contempla solo 3 tipologie di gin: Gin, Gin distillato e London gin. La parola dry, che ti spiegheremo più avanti, e che appare molto spesso sulle bottiglie di gin, non è una tipologia di gin ma una caratteristica che tutte e tre le famiglie di gin possono avere.

Con la sola parola Gin si indica una bevanda alcolica al sapore di ginepro che si ottiene aromatizzando dell’alcol etilico di origine agricola con delle bacche di ginepro. Il gin, per potersi chiamare gin, non deve per forza essere distillato: si può fare un gin anche senza avere un alambicco, semplicemente facendo macerare delle bacche di ginepro in alcol. Il tenore alcolico minimo che il gin deve avere è di 37.5 %vol (37.5 gradi).

La seconda tipologia di gin è il Gin distillato o Distilled Gin. Il Distilled Gin è un gin che si ottiene distillando dell’alcol etilico di origine agricola in presenza di bacche di ginepro.

Il Gin distillato può essere diluito con altro alcol di origine agricola di pari qualità. Questo vuol dire che un distilled gin può essere prodotto sia in single shot che in multi shot. Single shot vuol dire dopo essere stato distillato viene diluito con acqua e imbottigliato. Multi shot vuol dire che si fa un distillato di partenza molto carico di ginepro e successivamente viene diluito con alcol e acqua non solo per diluirne il tenore alcolico ma anche il sapore.

Un gin distillato in single shot e uno in multi shot hanno la stessa qualità. Il multi shot è conveniente perché si consuma meno energia per produrre più liquido.

I gin nei quali si distillano separatamente i botanicals e poi si miscelano o i gin ai quali si aggiungono al distillato degli ingredienti in macerazione, come per esempio i Butterfly Pea Flower, sono dei distilled gin. Anche il distilled gin deve avere un tenore alcolico minimo di 37.5 %vol.

Prima di procedere alla terza famiglia, è venuto il momento di introdurre la parola dry. Un Gin o un Distilled Gin possono riportare in etichetta la scritta dry se hanno meno di 0.1 grammi di zucchero per litro. Praticamente nulla.

La terza famiglia citata nel disciplinare europeo è quella dei London Gin. Ti faccio notare come la legge non indichi London Dry Gin perché, in realtà, la parola dry può essere anche omessa: tutti i London Gin sono dry. Scrivere su una bottiglia London Gin o London Dry Gin è la stessa cosa e non c’entra nulla con la provenienza del prodotto.

Ai London Gin non possono essere aggiunti coloranti o altre sostanze aromatizzanti, compresi alcolati, dopo la distillazione. Tutte le materie prime aromatizzanti devono essere presenti in caldaia durante la distillazione e può essere distillato in multi shot. Il tenore alcolico minimo di questa tipologia di gin è di 37.5 %vol.

Prima di concludere questo paragrafo, non possiamo non citare il Plymouth Gin, prodotto nell’omonima città inglese, l’Old Tom Gin e lo Sloe Gin.

Il primo era una DOC, purtroppo ora non più riconosciuta. La ricetta è abbastanza tradizionale, essendo composto da ginepro, angelica, agrumi, iris e coriandolo. L’Old Tom invece può invece essere definito come un gin morbido, a tendenza dolce anche perché oggi viene addizionato un po’ di zucchero. Lo Sloe Gin, per finire, non è un gin ma un liquore a base gin e bacche di prugnolo (25 %vol minimo).

La storia del gin

La storia del gin, come quella di tanti altri prodotti alcolici, è antica, tortuosa e affascinante. Se ti aspetti una risposta semplice, ovvero che il gin sia stato inventato, così come lo conosciamo oggi, da una persona in particolare, purtroppo ti dobbiamo dire che non è così.

Fulvio Piccinino ha per anni svolto studi e ricerche sull’origine del gin che sono culminate nella stesura del libro Il gin italiano, storia e produzione dei distillati al ginepro, edito da Graphot. I primi proto-gin sono veramente molto antichi, addirittura le prime tracce risalgono al 1000 d.C. quando alla Scuola di Salerno si distillava vino in presenza di bacche di ginepro. La stessa cosa la troviamo a metà del 1200 in Olanda.

Le prime tracce storiche di un prodotto molto più simile al moderno gin appaiono solo nel 1500. Dal 1500 infatti iniziano ad apparire i primi distillati al ginepro ottenuti macerando le bacche in alcol già distillato e non in un fermentato (vino) come avveniva in precedenza. È ormai chiaro che la storia secondo la quale il gin sia stato inventato nel 1658 da un medico olandese che stava cercando di realizzare un diuretico è ormai superata, anche grazie alle scoperte di Fulvio.

Il nome gin appare per la prima volta all’inizio del 1700, ormai quando il distillato di ginepro era ampiamente presente in tutta Europa.

Nel 1769 apre la distilleria Gordon’s, ancora in attività

Ingredienti e ricette base per creare il tuo gin

Per creare un gin ti servono almeno 3 ingredienti: alcol, acqua e bacche di ginepro. Se vuoi fare il tuo gin in casa devi innanzitutto procurarti dell’alcol alimentare al 96 %vol, dell’acqua a basso residuo fisso e delle profumate bacche di ginepro.

Tutti gli altri botanicals non sono obbligatori, ma vengono aggiunti per completare il profilo aromatico del gin. Oltre al ginepro, i botanicals tradizionali sono i semi coriandolo, le radici di angelica e di iris e le scorze di agrumi, arancia e limone su tutte.

Non esiste una ricetta definita, devi trovare il tuo equilibrio tra questi ingredienti. Ti possiamo suggerire di utilizzare, per ogni litro di liquido che metti in caldaia, 15-25 grammi di spezie con un minimo di 10-12 grammi di bacche ginepro.

Personalizza il tuo gin: sapori e abbinamenti

Qui entriamo in un campo veramente molto soggettivo: non esistono delle regole ferree su come abbinare erbe e spezie in un gin personalizzato. Ciò che ti deve guidare, innanzitutto, è il tuo gusto personale e ciò che ti piace. Proveremo comunque a darti qualche consiglio.

Prova ad immaginare una piramide, esattamente come quelle che ci sono in Egitto e dividila in tre parti. Nella parte bassa abbiamo gli aromi più pesanti, detti aromi di coda, nella parte centrali gli aromi di media pesantezza, detti cuore, mentre nella parte alta abbiamo gli aromi più leggeri, la testa. Questa suddivisione non c’entra con le tre parti della distillazione testa-cuore-coda, stiamo parlando di una modalità di classificazione delle materie prime da usare nel tuo gin.

Le materie prime che hanno aromi terrosi, legnosi, caldi, di frutta secca le possiamo posizionare in questa parte della nostra piramide. Tra le materie prime più comuni nel gin, rientrano in questa parte della piramide l’angelica e l’iris.

Nella parte centrale della piramide abbiamo invece il ginepro, l’arancia egli agrumi in generale. Nella parte alta abbiamo invece la lavanda, il coriandolo e tutti quegli aromi che si avvertono bene anche solo annusando il gin.

Questi sono alcuni esempi per farti capire come ragioniamo noi. Ovviamente ci sono anche delle sbavature: il ginepro non è solo al centro della piramide, così come la liquirizia non è solo una nota di coda perché i loro aromi invadono anche la sezione immediatamente vicina della piramide.

Quando fai un gin, a meno che tu non voglia fare espressamente un gin principalmente terroso o floreale, cerca di bilanciare i due estremi. Affianca al ginepro qualche nota più terrosa e qualche nota più leggera così da dare maggiore tridimensionalità al tuo prodotto.

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Come si produce il gin

I Distilled gin e i London dry gin si producono andando a distillare dell’alcol di origine vegetale in presenza dei botanicals selezionati per la ricetta. Questo vuol dire che nella caldaia dell’alambicco devi mettere una soluzione di acqua e alcol con un tenore alcolico compreso tra il 30 e il 50% insieme alle spezie che avete selezionato.

Se, per esempio, hai un alambicco da 3 litri e vuoi fare un gin, potresti mettere in caldaia 1.25 litri di alcol al 96%, 1,8 litri di acqua e 50 grammi di spezie miste, di cui, almeno, 30 grammi di ginepro. I restanti 20 grammi suddividili tra coriandolo, angelica, iris, cardamomo, limone e cannella per avere un profilo aromatico abbastanza classico.

Accendi l’alambicco e inizia a distillare. Non appena il liquido inizia a bollire abbassa il fornello o la piastra e scarta i primi 5 ml che escono dall’alambicco. Si fa questo non per questioni di pericolosità della testa (nell’alcol di partenza non c’è metanolo) ma per questioni di sapore: i primi ml solitamente sono abbastanza pungenti.

Inizia ora a collezionare la parte centrale della distillazione, quella più saporita. Tenendo d’occhio la temperatura indicata dal termometro, assaggia il sapore del liquido che esce dall’alambicco. Quando il sapore non ti piace più, è ora di iniziare a raccogliere le code in un altro contenitore. Annota la temperatura di inizio raccolta code così, quando andrai nuovamente a distillare questa ricetta, non dovrai più assaggiare ma ti potrai basare sulla temperatura.

Misura ora il tenore alcolico del distillato con un densimetro e diluisci con acqua per portare il tuo liquido al tenore alcolico desiderato. Ti consigliamo di non scendere sotto il 40 %vol.

Quello che ti abbiamo appena descritto è la modalità di produzione di un London dry gin. Se vuoi produrre un Distilled puoi distillare le materie prime separatamente e poi unirle oppure metterne qualcuna in macerazione nel liquido ottenuto dall’alambicco per fornire un po’ di colore.

Come conservare al meglio il tuo gin personalizzato

Un gin, essendo composto da più del 15 %vol di alcol, non ha una vera e propria data di scadenza. Questo non vuol dire che con il passare del tempo non possa perdere aroma.

Ti consigliamo di conservare i tuoi gin al riparo dalla luce e in un luogo fresco. Se non hai una credenza dove tenerli, per proteggerli dalla luce puoi utilizzare delle bottiglie di vetro scuro. Non è necessario tenerli in frigo, a meno che tu non voglia servirli freschi.

In alternativa puoi organizzare molte cene con amici e fare un sacco di cocktail con il gin.

Come bere il gin

Per quanto ci riguarda il gin può essere anche degustato in purezza. Non esistono infatti distillati da degustazione e distillati da miscelazione.

Essendo anche bartender e formatori, oltre che distillatori, noi preferiamo bere il gin miscelato. Oltre al classico Gin Tonic, ti consigliamo di provare il tuo gin in altri grandi classici come il Dry Martini, il Negroni, il Clover Club e il Southside cocktail.

Se non lo hai mai provato, potresti anche miscelare l’Alexander nella sua prima versione, ovvero con il gin al posto del brandy.

Come commercializzare il gin

Un tuo gin ha avuto un sacco di successo tra i tuoi amici? Perché non provare a produrlo e lanciarlo sul mercato?

Se vuoi commercializzare il tuo gin, come prima cosa devi produrlo in quantità e, per fare questo, devi appoggiarti ad una distilleria autorizzata, come la nostra. Non provare a commercializzare quello che hai prodotto in casa perché non disponi né della licenza UTF né di un piano di sicurezza alimentare HACCP.

La distilleria si occuperà della produzione del liquido, della selezione delle bottiglie, dell’imbottigliamento e dell’etichettatura.

Una volta che avrai le tue bottiglie dovrai iniziare a promuoverlo e costruirci sopra una campagna di marketing. Potresti partecipare a delle fiere, farlo assaggiare ai tuoi bartender di fiducia o proporlo a dei distributori/grossisti. Poiché ci sono molto gin sul mercato i distributori/grossisti potrebbero chiederti di investire in attività di marketing presso di loro per assicurarsi di riuscire a vendere le tue bottiglie, evitando il rischio che gli rimangano invendute in magazzino.

Non sottovalutare la presenza online. Apri un sito web, usa i social del momento e valuta di farlo recensire da qualche influencer del gin.

Packaging, etichetta e bottiglia

Un packaging curato è fondamentale per impreziosire ancora di più il tuo gin fatto in casa. Scegli bene la bottiglia, il tappo e cura la grafica dell’etichetta. Online puoi trovare tantissimi modelli di bottiglie particolari e con servizi come Canva puoi facilmente creare un’etichetta bella e originale.

Se invece vuoi fare una cosa veramente unica puoi rivolgerti ad un grafico specializzato, ma il costo per fare un’etichetta fatta a livello professionale è di qualche centinaio di euro.

Solitamente i gin vengono imbottigliati in bottiglie da 500 o 700 ml.

Speriamo che questa guida ti abbia aiutato a fare un po’ di chiarezza sugli aspetti fondamentali che bisogna conoscere per fare degli ottimi gin personalizzati. Se l’idea ti stuzzica ti ricordo che noi produciamo gin conto terzi e possiamo seguirti nello sviluppo del tuo prodotto.

Se hai un locale e ti interessa produrre un gin conto terzi oppure vuoi diventare un imprenditore nel settore degli spirits contattaci per una consulenza gratuita di 30 minuti. Il nostro starter pack, che comprende lo sviluppo del prodotto e le prime 60 bottiglie costa solo 3000€ + iva.

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